Assad: “A Parigi un crimine orribile ma l’Isis non è nato in terra siriana”

“Si tratta di un crimine orribile, noi in Siria sappiamo cosa vuol dire perdere una persona cara: ne soffriamo da 5 anni”. Così il presidente siriano Bashar al Assad, in un’intervista al Tg1, ha parlato degli attentati a Parigi. Assad ha però sottolineato che “l’Isis non è iniziato in Siria: Baghdadi è stato rilasciato dagli Usa, lo stesso Blair ha detto che la nascita dell’Isis è frutto anche di errori dell’Occidente”.

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Il presidente siriano, parlando dell’esortazione a lasciare il potere, ha quindi spiegato che “se i siriani vorranno elezioni presidenziali”, non c’è “nessuna linea rossa: se i siriani mi vorranno come presidente, sarà un buon futuro. Se i siriani non dovessero volermi, e io volessi rimanere agganciato al potere, questo sarebbe sbagliato”. Assad ha quindi sottolineato che nella dichiarazione finale della recente riunione di Vienna sulla Siria “non c’è nulla riguardo al presidente”: l’esito “principale” della conferenza “è che tutto ciò che accadrà” nel “processo politico dipenderà da quello che decideranno i siriani. La cosa più importante è che ci siederemo gli uni accanto agli altri, anche con l’opposizione, e presenteremo il nostro programma e il nostro piano come siriani”.

In ogni caso, ha concluso il presidente siriano, “nulla inizierà prima di aver sconfitto il terrorismo”, perché “non si può iniziare nessun processo politico senza aver prima distrutto i terroristi in Siria”.

Allerta attentati anche in Italia: rafforzate le misure di sicurezza

La sicurezza in Italia, già innalzata dopo gli attentati a Parigi, è stata ulteriormente rafforzata per un’allerta attentati in base a informazioni che fanno riferimento a possibili attacchi a Roma e Milano: nel mirino, secondo la segnalazione giunta dall’Fbi, ci sarebbero la basilica di San Pietro a Roma e il Duomo e la Scala di Milano. Nell’informativa sono stati indicati anche i nominativi di cinque “arabi” che potrebbero essere nel nostro Paese.

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L’informativa del Federal Bureau of Investigation, che a sua volta ha raccolto dalla Dea, l’Agenzia federale antidroga, le notizie passate agli italiani, ha fatto scattare immediatamente la massima allerta, anche se sia dall’Fbi sia dalle verifiche dei servizi segreti italiani e stranieri non sarebbero stati raccolti segnali diretti di minacce concrete per il nostro paese. Nel documento arrivato dagli Stati Uniti non ci sarebbero infatti indicazioni né temporali né di progetti specifici, ma soltanto indicazioni generiche.

In ogni caso, le verifiche sulle informazioni ricevute sono tuttora in corso e proseguiranno nei prossimi giorni, soprattutto quelle relative ai 5 nominativi, anche se i primi riscontri avrebbero dato esito negativo.

Da parte del governo il commento che è a queste segnalazioni non va data “né enfasi né sottovalutazione”, anche perché “segnalazioni sulla sicurezza in Italia da Paesi amici e alleati sono costanti. Sono oggetto di attenta valutazione dalle forze di sicurezza, come sempre avviene su base quotidiana per le informative che vengono regolarmente vagliate e verificate”.

In ogni caso dopo l’allarme proveniente dagli Stati Uniti il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato ai questori di Milano e Roma la richiesta di rafforzare ulteriormente (anche se l’allerta è già a livello 2, il più alto prima di quello che scatta solo in caso di attacco terroristico) la vigilanza e il controllo nelle due città, con particolare attenzione ai luoghi di culto e di aggregazione. Sono stati inoltre disposti posti di blocco per aumentare i controlli a persone o veicoli sospetti.

L’ambasciata statunitense a Roma, dal canto suo, ha pubblicato sul proprio sito un “messaggio di sicurezza per cittadini Usa” in Italia circa un “potenziale per attentati terroristici”. “Gruppi terroristici – si legge nel messaggio – potrebbero eventualmente utilizzare metodi usati nei recenti attacchi a Parigi. Le autorità italiane sono consapevoli di queste minacce”.

Carmen Consoli: “Venerdì sera ero a Parigi, è stato un inferno. Ecco com’è andata”

E’ il drammatico racconto di Carmen Consoli, che si trovava a Parigi durante gli attentati terroristici di venerdì scorso. Un’esperienza che per la cantante non sarà facile dimenticare e che racconta sulla sua pagina Facebook.

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Per questo, la Consoli ha deciso di annullare il suo tour europeo. «La musica, l’arte sono espressione di bellezza e fonte di grande felicità – ha scritto – Mi perdonerete, quindi, se in questo momento non riesco a trovare nel mio cuore la gioia che mi ha sempre spinta a suonare. Ho atteso e riflettuto, ma non posso cantare: il canto mi si ferma in gola. Tornerò presto sul palco, ma non ora. Il tour estero dovrà attendere. Scusatemi. À bientôt, Paris».