Il kamikaze fu arrestato in Turchia e poi estradato in Belgio a giugno

L’attentatore di Bruxelles fermato in Turchia ed estradato in Belgio a giugno è Ibrahim al Bakraoui, uno dei due fratelli kamikaze identificati. Lo ha reso noto una fonte del ministero degli Esteri turco citato dalla Cnn turca.

Fonti Ankara,arrestato in Turchia era Ibrahim Bakraoui

Era stato arrestato in Turchia ed estradato in Belgio a giugno. Le autorità belghe lo hanno rilasciato. Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto riportato dalla Cnn turca. Ankara ha informato Bruxelles il 14 luglio dell’arresto di un ‘foreign fighter’ a giugno ma, riferisce Erdogan, le autorità belghe non hanno trovato legami con il terrorismo.  Erdogan non ha fatto il nome dell’attentatore espulso dalla Turchia. Ha spiegato che l’uomo era stato bloccato al confine con la Siria, nella provincia di Gaziantep e che, «nonostante il nostro avvertimento che fosse un foreign fighter, il Belgio non ha stabilito legami con il terrorismo». Erdogan ha anche reso noto di aver «avvertito anche l’Olanda».  «Il Belgio lo ha rilasciato nonostante la nostra allerta» sul fatto che fosse un «combattente terrorista straniero», ha proseguito Erdogan affermando che l’uomo era stato arrestato a Gaziantep, nella Turchia sudorientale, vicino al confine con la Siria. Secondo Erdogan, l’uomo è stato espulso nel luglio dello scorso anno dopo essere stato fermato il mese precedente dalle autorità turche.

Secondina aiuta uno stupratore a scappare dal carcere: “È l’uomo della mia vita”

Fuga d’amore con lo stupratore seriale. Si potrebbe intitolare così la storia di Angela Magdici, che di mestiere fa la secondina nel carcere svizzero di Limmatal. Ha 32 anni e si è innamorata di Hassan Kiko, 27 anni, detenuto per aver violentata diverse donne.   È stata lei l’artefice della sua fuga a febbraio.

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Ha aperto la sua cella ed è scappata in auto insieme a lui. La destinazione potrebbe essere l’Italia e i due sono ancora adesso ricercati. La donna ha successivamente pubblicato un video di scuse, filmato riportato dal sito svizzero “20 Minuten”. “È stato solo un atto d’amore nei confronti di un uomo dolce, ragionevole e divertente”, ha detto la Magdici.   “Voglio chiedere scusa alla mia famiglia per essere scomparsa dal nulla di nascosto – ha proseguito la secondina – mi dispiace e vi amo tutti moltissimo, ma Hassan è l’uomo della mia vita, l’ho fatto per amore”. La polizia ha esaminato attentamente il video ed è ancora alla ricerca dei due fuggitivi.

Selena Gomez sfila… il reggiseno: scollatura sexy a Parigi

Selena Gomez mette in mostra il suo lato sexy alle sfilate della settimana della moda di Parigi. Giunta nella capitale francese per assistere agli show di Louis Vuitton e altri stilisti, la popstar ha sfoggiato due outifit molto sexy, entrambi caratterizzati da una scollatura profonda. “E’ divertente sembrare cool“, scrive su Instagram la cantante accanto a una foto in cui indossa un vestito che lascia pochissimo all’immaginazione.

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Si prende dei rischi anche nell’armadio la bella Selena Gomez che per gli ultimi due giorni di sfilate a Parigi ha scelto un abito con spacco e scollatura a dir poco vertiginose. Tanto ai limiti che ci è scappato anche l’incidente di percorso, con la gonna dell’abito che si è aperta un po’ troppo lasciando intravedere che… sotto il vestito, niente.

Già poche ore prima degli show, l’ex stellina Disney aveva mostrato le sue forme uscendo dall’albergo in cui alloggia, lasciandosi fotografare in minigonna di jeans e con un top con lacci rigorosamente scollato e portato senza reggiseno. Insomma, per i suoi giorni nella Ville Lumière, la Gomez ha scelto di liberare la sua sensualità e di liberarsi pure della biancheria intima.

Guida per 11 km con l’ex della compagna sul cofano dell’auto: arrestato 54enne

1599962_crotone_auto_trascinataPercorre 11 chilometri sulla SS106, trascinando sul cofano anteriore della propria auto l’ex convivente della sua compagna. È successo a Strongoli, nel crotonese, dove un 54enne cirotano è stato arrestato per tentato omicidio.  Protagonisti della vicenda una donna, il suo compagno e l’ex convivente di lei. I tre si incontrano per gestire alcune questioni familiari e, dopo aver discusso animatamente, l’ex fidanzato della donna si scaglia sull’auto della ex e del suo attuale compagno per impedirne la fuga, tuttavia nella concitazione del momento, una mano gli viene chiusa tra lo sportello ed il montante dell’auto.  La coppia, nonostante tutto, prosegue la corsa con l’auto mettendo a repentaglio la vita dell’ex, mentre lui chiedeva aiuto e si lamentava per i forti dolori. È stata la stessa donna, durante il percorso, a richiedere l’intervento dei Carabinieri, temendo per la propria incolumità, non rendendosi conto di quanto pericoloso fosse quanto stavano facendo. Il malcapitato se la caverà con soli 10 giorni di prognosi, mentre il conducente del mezzo è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio.

Taglia l’erba del giardino e appare un buco enorme con delle scale. Un mistero incredibile…

Emma James, 45enne inglese, stava falciando l’erba del prato di casa quando accade qualcosa di incredibile. Nel terreno appare un buco profondo oltre 2 metri, con delle scalette che conducono all’interno.  Come riporta il sito Metro.co.uk, la voragine è apparsa improvvisamente ma il motivo resta ancora un mistero. Ci sarebbero alcuni gradini arrugginiti che conducono all’interno, ma la cavità è ancora troppo stretta per riuscire a passarci dentro. “Quando è apparso il buco – spiega – ho fatto un balzo indietro dallo spavento”.

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Emma e il marito Kevin si sono rivolti all’azienda che nel 1984 costruì la casa per sapere qualcosa in più sulla botola. Ma ancora nessuna risposta. “Vorremmo – continua – che qulcuno ci spieghi l’origine del buco. Ci sarà un progetto da qualche parte. Non vogliamo riempirlo senza sapere se sotto c’è qualcosa di storico. Oppure potrebbe essere una fossa biologica”.  Kevin ha contattato anche le aziende di servizi pubblici locali, ma nessuno ha rivendicato la responsabilità del buco. Il mistero si infittisce…

Vigilessa stuprata e accoltellata a Rio. Condizioni gravi, ira del fidanzato su Fb

«Tutti dicono che Rio e’ la citta’ olimpica, ma in realta’ e’ la citta’ della violenza e dell’impunità». È quanto ha detto Walace Porto, fidanzato di una vigilessa ferita in un grave episodio di cronaca che tiene col fiato sospeso il Brasile.

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Cosa è successo. Un’agente della polizia municipale di Rio de Janeiro e’ stata accoltellata durante un tentativo di stupro da un uomo che l’ha poi abbandonata gravemente ferita nei pressi del Corcovado. L’agente, Sabrina Cosme de Souza, 29 anni, aveva appena terminato il proprio turno in servizio quando è stata abbordata da un malvivente armato di coltello che l’ha costretta a salire nella sua auto. La donna ha tentato di fuggire ma ha  subito violenza ed è stata accoltellata due volte al torace. La vittima è stata soccorsa dall’autista di un pulmino di turisti, che l’ha accompagnata in ospedale. Un fendente ha raggiunto un polmone ed e’ stato necessario un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono gravi ma stazionarie, hanno riferito fonti mediche. Il fidanzato su Facebook ha scritto un lungo post (allegato in Fotogallery) con decine di like.

Veronica: ecco i dettagli degli incontri sessuali con il suocero

1599839_loris_nonno_veronicaVeronica Panarello ha fornito i dettagli dei suoi incontri con Andrea Stival per dimostrare che quanto da lei affermato è vero. La donna accusata dell’omicidio del piccolo Loris, come rivela il settimanale Giallo, avrebbe raccontato ogni dettaglio durante l’ultimo interrogatorio.La Panarello racconta anche di essere stata a conoscenza di alcuni problemi molto intimi del suocero e di averlo accompagnato dall’urologo per una visita.

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I tabulati delle telefonate nel cellulare di Veronica hanno mostrato i contatti frequenti tra lei e il suocero, ma gli avvocati di Stival hanno sostenuto, a sua difesa, che sarebbero stati tutti di giorno e si sarebbero intensificati perché la figlia era andata a vivere con il fidanzato, nel maggio del 2014.

I poliziotti torturano un aspirante kamikaze: “Fallo strisciare e uccidilo” in un video choc

Uomini con indosso le divise delle forze di sicurezza, della polizia afghana, compaiono in un video diffuso sui social media mentre torturano un giovane, un presunto «aspirante attentatore suicida». Nel filmato compaiono uomini in divisa e uomini avvolti in abiti tradizionali. Il giovane, con le mani bloccate, viene legato con un pezzo di stoffa stretto attorno alle braccia a un pickup delle forze di sicurezza.

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«Fallo strisciare e uccidilo», dice – secondo l’agenzia di stampa Dpa – un uomo con indosso la divisa della polizia all’autista del mezzo mentre gli altri stanno a guardare. Il pickup trascina il giovane per una trentina di metri lungo una strada deserta e poi si ferma. Al giovane non vengono risparmiate botte e calci.  Questo, secondo la Dpa che riporta informazioni del ministero dell’Interno di Kabul, è quello che avviene nel distretto di Panjwai, nella provincia di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Il portale di notizie afghano Khaama Press parla di un video «raccapricciante». Non è chiaro a quando risalga il filmato, che si conclude con il giovane che viene fatto salire a forza sul pickup. Su Facebook un utente accusa esplicitamente la «polizia di Kandahar».  Il ministero dell’Interno di Kabul ha parlato di un incidente «collegato alla polizia» e, scrive la Dpa, ha chiesto alla polizia di Kandahar di fare luce su quanto avvenuto. «Soggetti non identificati hanno torturato un uomo che sarebbe stato un aspirante attentatore suicida», affermano dal ministero.  Najib Danish, uno dei portavoce del dicastero, citato da Khaama Press, ha denunciato un «atto brutale» commesso da «irresponsabili uomini armati», ma ha escluso «il coinvolgimento di personale della sicurezza». Spesso in questi anni è finita nel mirino la Polizia locale afghana (Alp), milizia creata dagli Usa nel 2010 nel tentativo di sconfiggere gli insorti.  Un rapporto dell’International Crisis Group (Icg) della scorsa estate denuncia come l’Alp, su cui il governo di Kabul fa affidamento per garantire la sicurezza in varie aree dell’Afghanistan, abbia piuttosto «esacerbato il conflitto» in diverse zone del Paese. Tra gli agenti dell’Alp non mancano afghani accusati di crimini di guerra, abusi, violenze, rapimenti, estorsione, traffico di droga ed esecuzioni extragiudiziali.

Briatore contro la Littizzetto: “Io il tagliando? Da che pulpito”. La foto su Instagram

Guerra aperta. “#Littizzetto mi ha preso di mira a Che tempo fa… ha tirato in ballo anche mia moglie… da che pulpito”. Flavio Briatore replica alla satira di Luciana Littizzetto, domenica sera da Fazio a ‘Che tempo che fa’ su Rai3.

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La comica, nel suo siparietto finale, aveva ironizzato sulla presunta chirurgia plastica alla quale si sarebbe sottoposto Briatore. L’imprenditore ha deciso di ‘ripagarla’ con la stessa moneta, postando su Instagram la foto di una giovane Littizzetto.  E i commenti degli utenti non si sono fatti attendere: qualcuno invita Briatore a “non prendersela”:”E fattela una risata @briatoreflavio !!! La verità brucia. E non regge testa la foto dato che è vecchissima”, scrive Sonjab5. Altri invece stentano a credere che la ‘signora della foto’ sia realmente Luciana Littizzetto: “Non è lei”, “E’ la @DanielaSantanche'”.

Mamma dona il rene al figlio di 3 anni per salvargli la vita: trapianto record al Policlinico

IEO, via Ripamonti, inaugurazione della prima divisione clinica di radiologia interventistica in occasione del lancio della Societa Italo-Europea di radiologia interventisticaIl rene di un adulto è stato trapiantato in un bimbo di 3 anni, con un intervento che gli esperti definiscono «rarissimo: in Italia, negli ultimi 15 anni, sono state fatte solo 5 operazioni di questo tipo su bambini così piccoli». Ad eseguire l’operazione, che ha prelevato un rene dalla madre per darlo al figlio, gli esperti del Policlinico di Milano: oggi il bimbo sta bene, e per lui si prospetta una vita «praticamente normale». Simone (nome di fantasia) vive con i genitori in una città dell’Emilia Romagna ed è nato nel 2012, prematuro. Soffre di displasia renale bilaterale, una malattia cronica dei reni che già dal 2013 lo ha costretto alla dialisi. A seguire il caso è Giovanni Montini, direttore della Nefrologia Pediatrica del Policlinico: c’è bisogno di un rene nuovo, «ma la lista d’attesa per un trapianto da cadavere è lunga – racconta – perchè la disponibilità di donatori deceduti di età pediatrica è scarsa». Un donatore vivente e compatibile esiste, ed è la madre: ma il suo rene è grosso per l’addome di un bimbo così piccolo. Inoltre, «fino a poco tempo fa – aggiunge Claudio Beretta, che guida l’Unità operativa di Trapianto di rene – la scelta era di non eseguire trapianti da vivente da un genitore al figlio piccolo, perchè la discrepanza di dimensioni poteva portare ad un elevato rischio di insuccesso». Gli esperti del Policlinico hanno tentato una nuova via: modificare la tecnica di intervento che si usa normalmente per gli adulti per ‘adattarè il rene della madre a Simone. L’intervento è avvenuto il 13 gennaio scorso: ora il piccolo sta bene ed è già tornato a casa con i genitori. «Il rene trapiantato sta funzionando regolarmente – conclude Beretta – e non si sono presentati segni di rigetto. Il bimbo dovrà continuare la terapia immunosoppressiva per tutta la vita, e fare qualche attenzione in più al rischio di eventuali infezioni. Ma di fatto lo aspetta una vita praticamente normale, quasi come quella di tutti gli altri bambini».