Morto Gianroberto Casaleggio. Il “guru” dei Cinque Stelle malato da tempo

È morto a 61 anni Gianroberto Casaleggio, il “guru” e fondatore del Movimento 5 Stelle insieme a Beppe Grillo.
Nel 2014 fu operato per un edema al cervello e da tempo era nota la sua malattia. Secondo quanto si è appreso, Casaleggio era ricoverato in una struttura dell’istituto Scientifico Auxologico.

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Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia.
Gianroberto ha lottato fino all’ultimo.  “Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive.” Gianroberto Casaleggio (dallalettera al Corriere della Sera del 30 maggio 2012)

Amministrative, ecco i tre nuovi candidati: l’unica donna è Maria Teresa Baldini

Milano, conferenza Roberto Fiore e László Toroczkai al PirelloneI candidati a sindaco non si fermano più. Si fanno avanti altri due nuovi aspiranti alla poltrona, oltre alla conferma di Luigi Santambrogio.  Le new entry sono Marco Cozzi e Maria Teresa Baldini, unico volto femminile. Mentre Corrado Passera si è ritirato per allearsi con l’uomo del centrodestra Stefano Parisi (oggi presenta la sua lista), nuove figure sono scese in campo ieri, fra cui appunto la prima donna: è Maria Teresa Baldini che, eletta al Pirellone nella lista Maroni e poi fondatrice del gruppo misto Fuxia People, si mette in gioco «per curare una città oramai malata». Parola di medico, visto che miss fuxia, classe ’61, è un chirurgo: una pasionaria che per alcune sue dichiarazioni su rom e immigrati ha scatenato in passato le polemiche.  A meno di un mese dal termine per formalizzare le candidature per le amministrative del 5 giugno, si è presentato ufficialmente alla città Santambrogio: l’ex assessore leghista della giunta Formentini corre per Alternativa Municipale, una delle liste nate alla sinistra di Giuseppe Sala, sostenuto dall’ampia coalizione di centrosinistra (Pd, SinistraXMilano, Bebbe Sala sindaco. Noi, Milano). Santambrogio, 52 anni, ha parlato in un incontro all’aperto, in piazza Scala: «Al centro della nostra proposta ci sono i cittadini». A chi gli ha chiesto spiegazioni sulla sua militanza nella Lega, ha risposto:« Era una realtà diversa rispetto a quella di oggi. Era molto civica, partiva dalla base. Tante parole belle che mi trovano ora coerente».  Dalla parte opposta, esterna centrodestra – unito e compatto su Parisi (FI, FdI, Lega, Area Popolare, Lista Parisi) – nasce la formazione Facciamo Centro dell’Udc, che schiera l’avvocato Marco Cozzi, in contestazione con i colleghi di partito che sostengono mister Confindustria. Simbolo della lista, lo scudo crociato. Sono così 11 i contendenti alla poltrona di sindaco: vecchi partiti e nuovi movimenti avranno un peso al ballottaggio, dato quasi per certo fra Parisi e Sala.

“Festini a bordo e spese folli della Marina”: indagine sul dossier dell’ammiraglio De Giorgi

INCHIESTA PETROLIO: DE GIORGI E LA 'CRICCA', LE MANOVRE PER LA LEGGE NAVALEPoche pagine, molti documenti e un’immagine plastica che rimane impressa: quella del capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, all’epoca comandante della Vittorio Veneto, che in una sosta a New York, avrebbe atteso i suoi ospiti, trasportati con un elicottero, in sella a un cavallo bianco, noleggiato a spese della Marina in occasione del cocktail. È solo una delle feste patinate organizzate dall’ex ammiraglio che un anonimo, evidentemente interno agli uffici, ha deciso di rivelare alla procura di Potenza (dove il capo di stato maggiore risulta già indagato per associazione a delinquere), a quella di Roma e alla procura militare, che adesso andranno avanti con le verifiche.  La lettera, supportata dalla documentazione, è stata trasmessa anche al presidente del Consiglio, al ministro della Difesa e allo stesso De Giorgi. In primo luogo le modifiche da 42 milioni di euro che, nel 2013, dopo una visita alla fabbrica di Fincantieri a Muggiano, l’alto ufficiale pretese fossero realizzate all’area destinata agli ufficiali (quadrati) e ai camerini di comandante e ammiraglio e per la realizzazione di una cabina di plancia vista mare destinata al comandante nella nave Bergamini, fregata della classe Fremm ancora in costruzione. Poi l’affare nel quale avrebbe avuto un ruolo anche Valter Pastena: il contratto da 30 milioni con una società praticamente inesistente che, secondo l’attuale capo di Stato maggiore, avrebbe dovuto costruire un’imbarcazione super veloce di 32 metri. Un progetto secretato e ancora in corso.

Panama Papers, Cameron: “Quel fondo era tassato”. Corbyn: “Non ha chiarito”

«Tutto è stato registrato, tutto era scritto, tutto era sottoposto alle tasse annuali, perché si trattava di un fondo di investimento commerciale, non familiare».  Il premier britannico David Cameron per la prima volta dallo scoppio dello scandalo Panama Papers in cui è coinvolto il defunto padre Ian, si è difeso, alla Camera dei Comuni, ribadendo e rilanciando la sua strategia anti-evasione. «Il fondo – ha spiegato Cameron – era off-shore perché come fondo commerciale aveva senso che avesse luogo in una zona in cui si commerciava in dollari».  Il premier ha liquidato come «offensive e profondamente false» le accuse contro il padre e ha affermato di aver venduto le quote del fondo Blairmore prima di diventare ministro «per evitare un conflitto di interessi». Poi ha annunciato un’azione politica vigorosa contro gli evasori. Ha ricordato la trasparenza del suo Governo e ha annunciato che sarà creata una task force con i compiti di analizzare Panama Papers e condurre la battaglia contro i reati fiscali.  Il discorso non ha convinto tutti.

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«David Cameron non ha chiarito gli interrogativi sulle sue finanze, cambia discorso ed il suo intervento è stato un capolavoro nell’arte della diversione», secondo il leader laburista Jeremy Corbyn. Il premier ha invitato ministri e politici a seguire il suo esempio, pubblicando le rispettive dichiarazioni dei redditi. Proprio la sua dichiarazione, però, ha sollevato nuove polemiche. Nell’anno fiscale 2014-2015, Cameron ha pagato circa 76mila sterline di tasse su un imponibile di oltre 200mila sterline, regalo che la madre ultraottantenne gli ha fatto nel 2011. Un dono che, secondo molti, sarebbe solo un escamotage per aggirare la tassa di successione.

Panama Papers, da Putin a Messi: 800 gli italiani coinvolti

1646052_monte«Luca di Montezemolo, l’imprenditore Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante, coinvolto in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri, il pilota Jarno Trulli oltre a Ubi e Unicredit» sono le persone e le società italiane che compaiono nei ‘Panama Papers’, i documenti dello studio legale Mossack Fonseca, con base a Panama consultati dall’International consortium of investigative journalists cui partecipa l’Espresso.  «Circa un migliaio di clienti – si legge nell’articolo che compare sul sito de l’Espresso – provenienti dal nostro Paese sono citati, a vario titolo, nei documenti che il settimanale ha consultato. Imprenditori, professionisti, volti noti dello spettacolo, ma anche moltissimi personaggi sconosciuti alle cronache sono approdati a Panama per mettere al sicuro il patrimonio di famiglia. Nei prossimi giorni, una volta completate le nostre verifiche, daremo conto di questi affari offshore».  I documenti analizzati da l’Espresso «confermano che lo studio Mossack Fonseca ha curato anche gli interessi del presidente di Alitalia. Nei primi mesi del 2007 sono stati siglati una serie di contratti che, tra l’altro, indicano Montezemolo come procuratore di Lenville. Il manager, a quell’epoca al vertice di Ferrari e presidente di Fiat, avrebbe ricevuto la delega per operare su un conto alla Bim Suisse, filiale elvetica dell’italiana Banca Intermobiliare. Raggiunto da l’Espresso, Montezemolo non ha risposto alle richieste di chiarimenti». «Mossack Fonseca non risulta essere un consulente fiscale della capogruppo» è stata invece la replica del portavoce di Unicredit mentre Ubi Banca dice «Non abbiamo società controllate in quelle località» di Panama e Seychelles.  Nelle carte dello scandalo sulla rete di banche e studi legali che avrebbero dirottato di nascosto miliardi di dollari verso paradisi fiscali a vantaggio di criminali, leader politici e vip vari, figurano anche il calciatore Lionel Messi e l’attore cinese Jackie Chan. Accanto, nell’immensa lista dei Panama Papers, anche i re del Marocco Mohamed VI, e quello dell’Arabia Saudita Salman, che furono aiutati da Mossack Fonseca – lo studio legale che risulta all’origine della diffusione di questi documenti – nell’acquisizione di yacht di lusso.  C’è anche il nome del padre dell’attuale primo ministro britannico, David Cameron, morto nel 2010. Citati anche dirigenti sportivi sudamericani già comparsi nello scandalo Fifa, come l’ex vicepresidente del calcio mondiale Eugenio Figueredo e suo figlio Hugo, nonchè l’uruguaiano Juan Pedro Damiani, del comitato etico della stessa Fifa. Il nome di Messi viene collegato ad una società con sede a Panama denominata Mega Star Enterprises Inc. e creata nel 2012 – apparentemente per sottrarre capitali al fisco – da Mossack Fonseca.

Inchiesta petrolio, oggi i pm chiamano Guidi e Boschi

Eidon - 1181516 FEDERICA GUIDI CON IL COMPAGNO GIANLUCA GEMELLIPOTENZA E’ una settimana decisiva quella che si apre oggi per la procura di Potenza. Partono questa mattina gli interrogatori di garanzia agli indagati del primo filone di indagine, quello sul petrolio che ora ipotizza il disastro ambientale a carico dell’Eni. Sempre oggi, il procuratore Luigi Gay, l’aggiunto Francesco Basentini e la pm Laura Triassi concorderanno con le segreterie del ministro Maria Elena Boschi e dell’ex titolare dello Sviluppo economico Federica Guidi la data in cui ascoltarle.

Sebbene il premier Renzi abbia detto ieri, alla trasmissione In mezz’ora che l’emendamento al centro dell’inchiesta sia opera dei suoi uffici, non è chiaro se la procura di Potenza sia intenzionato ad ascoltarlo. Finora, l’audizione non era mai stata ipotizzata, si spiega negli ambienti giudiziari potentini, lasciando almeno ipoteticamente aperta la strada all’ipotesi che l’appuntamento possa essere preso in futuro.  Quella che si apre sarà anche una settimana di analisi e studio per il terzo filone di indagini, quello dedicato all’interessamento dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi a favore del compagno dell’ex ministro Guidi, Gianluca Gemelli, che avrebbe portato a facilitare il Programma navale di revisione dell’intera flotta. Nei giorni scorsi, gli uomini della squadra mobile di Potenza, guidati da Carlo Pagano, hanno acquisito atti non solo presso l’Autorità portuale di Augusta, ma anche presso la base militare presente nel porto. E proprio tra i vertici che gestiscono attualmente l’area ci sarebbero state le ultime iscrizioni al registro degli indagati.

Blocco dei migranti, proteste al Brennero: scontri con la polizia austriaca

Tensione al corteo “No borders” al valico del Brennero contro la militarizzazione e la chiusura dei confini per arrestare il flusso di migranti dalla Siria. La polizia austriaca ha effettuato cariche e ha usato idranti e spray urticanti per disperdere i manifestanti, in gran parte dei centri sociali, che hanno forzato il blocco degli agenti. “Essere rifugiati non è una scelta“, recita uno dei tanti cartelloni che sfilano al corteo.

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I manifestanti si erano dati appuntamento davanti alla stazione ferroviaria nei pressi del valico e da lì avevano marciato fino al confine, giungendo in territorio austriaco. Un gruppo di ragazzi che partecipavano alla manifestazione proveniva da una visita al campo di Idomeni al confine greco e ha denunciato “le condizioni disumane” con le quali vengono accolti i profughi.

I giovani dei centri sociali, durante il corteo, hanno indossato giubbetti di salvataggio, per ricordare i migranti che muoiono annegando in mare nei loro viaggi della speranza. Alcuni sono stati fermati dopo gli scontri.

Feriti 5 agenti austriaci – Cinque poliziotti sono rimasti feriti durante i tafferugli avvenuti nel corso della manifestazione. Lo hanno reso noto le autorità nella regione austriaca del Tirolo. Sulla vicenda ha preso posizione il governatore del Tirolo, Guenther Platter: “La violenza va respinta in ogni modo e non è tollerabile che i dimostranti abbiano attaccato i poliziotti. E’ necessaria una sensibile riduzione del movimento di migranti verso le Europa. Nessuno di noi si augura che siano istituiti punti di controllo al Brennero, ma se gli stati europei non sono in grado di rendere sicure le frontiere esterne, l’Austria si troverà costretta ad istituire controlli ai propri confini”.

Il kamikaze fu arrestato in Turchia e poi estradato in Belgio a giugno

L’attentatore di Bruxelles fermato in Turchia ed estradato in Belgio a giugno è Ibrahim al Bakraoui, uno dei due fratelli kamikaze identificati. Lo ha reso noto una fonte del ministero degli Esteri turco citato dalla Cnn turca.

Fonti Ankara,arrestato in Turchia era Ibrahim Bakraoui

Era stato arrestato in Turchia ed estradato in Belgio a giugno. Le autorità belghe lo hanno rilasciato. Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto riportato dalla Cnn turca. Ankara ha informato Bruxelles il 14 luglio dell’arresto di un ‘foreign fighter’ a giugno ma, riferisce Erdogan, le autorità belghe non hanno trovato legami con il terrorismo.  Erdogan non ha fatto il nome dell’attentatore espulso dalla Turchia. Ha spiegato che l’uomo era stato bloccato al confine con la Siria, nella provincia di Gaziantep e che, «nonostante il nostro avvertimento che fosse un foreign fighter, il Belgio non ha stabilito legami con il terrorismo». Erdogan ha anche reso noto di aver «avvertito anche l’Olanda».  «Il Belgio lo ha rilasciato nonostante la nostra allerta» sul fatto che fosse un «combattente terrorista straniero», ha proseguito Erdogan affermando che l’uomo era stato arrestato a Gaziantep, nella Turchia sudorientale, vicino al confine con la Siria. Secondo Erdogan, l’uomo è stato espulso nel luglio dello scorso anno dopo essere stato fermato il mese precedente dalle autorità turche.

Secondina aiuta uno stupratore a scappare dal carcere: “È l’uomo della mia vita”

Fuga d’amore con lo stupratore seriale. Si potrebbe intitolare così la storia di Angela Magdici, che di mestiere fa la secondina nel carcere svizzero di Limmatal. Ha 32 anni e si è innamorata di Hassan Kiko, 27 anni, detenuto per aver violentata diverse donne.   È stata lei l’artefice della sua fuga a febbraio.

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Ha aperto la sua cella ed è scappata in auto insieme a lui. La destinazione potrebbe essere l’Italia e i due sono ancora adesso ricercati. La donna ha successivamente pubblicato un video di scuse, filmato riportato dal sito svizzero “20 Minuten”. “È stato solo un atto d’amore nei confronti di un uomo dolce, ragionevole e divertente”, ha detto la Magdici.   “Voglio chiedere scusa alla mia famiglia per essere scomparsa dal nulla di nascosto – ha proseguito la secondina – mi dispiace e vi amo tutti moltissimo, ma Hassan è l’uomo della mia vita, l’ho fatto per amore”. La polizia ha esaminato attentamente il video ed è ancora alla ricerca dei due fuggitivi.

Selena Gomez sfila… il reggiseno: scollatura sexy a Parigi

Selena Gomez mette in mostra il suo lato sexy alle sfilate della settimana della moda di Parigi. Giunta nella capitale francese per assistere agli show di Louis Vuitton e altri stilisti, la popstar ha sfoggiato due outifit molto sexy, entrambi caratterizzati da una scollatura profonda. “E’ divertente sembrare cool“, scrive su Instagram la cantante accanto a una foto in cui indossa un vestito che lascia pochissimo all’immaginazione.

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Si prende dei rischi anche nell’armadio la bella Selena Gomez che per gli ultimi due giorni di sfilate a Parigi ha scelto un abito con spacco e scollatura a dir poco vertiginose. Tanto ai limiti che ci è scappato anche l’incidente di percorso, con la gonna dell’abito che si è aperta un po’ troppo lasciando intravedere che… sotto il vestito, niente.

Già poche ore prima degli show, l’ex stellina Disney aveva mostrato le sue forme uscendo dall’albergo in cui alloggia, lasciandosi fotografare in minigonna di jeans e con un top con lacci rigorosamente scollato e portato senza reggiseno. Insomma, per i suoi giorni nella Ville Lumière, la Gomez ha scelto di liberare la sua sensualità e di liberarsi pure della biancheria intima.