Mostra il seno all’amica, la 16enne vittima del web: il video è virale

1701050_ww08Una goliardata. Uno scherzo tra amiche, ma anche un leggerezza che si tramutata in un incubo. Pensavano a questo le due ragazze che qualche tempo fa avevano girato un video di 6 secondi nello spogliatoio di una palestra del Friuli: una delle due invita la coetanea a mostrare il seno e l’altra asseconda in modo naturale  facendo la doccia insieme. Soltanto che quei brevissimi “frame” sono usciti dal controllo e diventati un video virale  che ha portato i genitori della studentessa 16enne a presentare denuncia alla Polizia postale e a far chiudere la pagina Facebook che qualcuno ha addirittura allestito per l’occasione, con migliaia di fans in pochi giorni.  Con ogni probabilità, a rendere virale l’accaduto è stata l’espressione usata da una delle protagoniste, che ha sollecitato l’amica con un «escilo», riferito al seno, riprendendo quel tormentone che qualche mese fa aveva coinvolto le studentesse universitarie di numerosi atenei italiani. Le indagini in corso potrebbero riguardare tutti coloro che sono entrati in possesso del video e che l’hanno, a loro volta, rilanciato nella rete: la diffusione sarebbe nata da un equivoco.

La sposa che ha avuto il coraggio di pubblicare le foto di matrimonio più brutte di sempre

Questa coppia di sposini di Singapore, sicuramente, ricorderanno il loro matrimonio per sempre. Ma non tanto per l’emozione scatenata dalla cerimonia, quanto per la bruttezza rara delle immagini scattate dal fotografo.

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Ma, a quanto pare, la sposa era rimasta soddisfatta del book fotografico, tanto che ha deciso di pubblicare le immagini sul suo profilo Facebook e di mostrarle a tutti quanti. Il risultato è stato inaspettato: l’album è stato condiviso da più di 18.500 utenti Facebook, stupidi per l’incredibile bruttezza delle foto.  Sembra proprio che il fotografo incaricato di immortalare i momenti più significativi delle nozze, sia stato inviato da un’azienda esterna che, visto l’enorme successo negativo delle immagini, si è sentita in dovere di chiedere pubblicamente scusa, sia alla coppia che a tutte le persone che hanno giudicato in malo modo l’album.

Doina, la romena che uccise in metro è semilibera. Le foto in bikini scuotono la città dove fu arrestata

Anche Tolentino sotto choc per le foto su Facebook di Doina Matei, già semilibera. La ragazza accusata nove anni fa dell’omicidio di Vanessa Russo nella metropolitana di Roma, fu catturata proprio nella città maceratese dopo un disperato tentativo di fuga. A Tolentino infatti aveva dei parenti.

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L’arresto il un centro commerciale.  Doina Matei – condannata nel 2007 a 16 anni per omicidio preterintenzionale per aver ucciso la 23enne romana con un colpo di ombrello – è ora in semilibertà. Oggi di giorno lavora in una coop a Venezia e la sera torna in carcere.

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L’omicidio risale a nove anni fa quando, il 26 aprile 2007, la romena incrociò nel tunnel della stazione metro Termini Vanessa Russo. Avvertì una spinta e per tutta risposta brandì l’ombrello contro la ragazza romana colpendola in un occhio e scappando via. Al processo si è sempre difesa spiegando che non era sua intenzione uccidere.

Doina, la romena che uccise una ragazza in metro con un ombrello in cella a metà. Su Fb le foto in bikini

Nove anni fa nella stazione della metropolitana di Termini un omicidio che scosse tutta la città. Oggi Doina Matei, la ragazza romena che il 26 aprile del 2007, al culmine di una lite, uccise Vanessa Russo, 23 anni, infilandole un ombrello in un occhio spunta su Facebook. Condannata a 16 anni di carcere, è in regime di semilibertà: di giorno lavora in una cooperativa, la sera torna a dormire nel carcere di Venezia. E si è rifatta una vita. Ovviamente anche su Facebook.

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Il 6 gennaio di quest’anno ha aperto un profilo con un altro nome – il suo soprannome – ma le foto e i contatti (tra cui spunta anche il cappellano del penitenziario di Perugia dove la Matei attese la Cassazione) sono inequivocabili: quella ragazza che sorride in bikini al mare sopra uno scoglio, che si fa le foto in giro per Venezia, ritratta al laghetto con un bimbo in braccio è lei: la giovane che un pomeriggio come tanti, nei corridoi della metro di Termini, in mezzo alla folla, dopo una banale lite per un spintone alzò un ombrello e colpì al viso Vanessa, 23enne che viveva a Fidene. Un movimento rapido che fu fatale. La punta di legno entrò nell’occhio della giovane, raggiunse il cervello e tranciò un’arteria. Vanessa Russo morì dopo quasi un giorno di coma. Dalle immagini a circuito chiuso, la polizia ricostruì l’accaduto e identificò l’assassina. Doina aveva tentato di fuggire ma venne rintracciata e arrestata.  Condannata a 16 anni, nel 2010 la Cassazione sollecitò la conferma della condanna, ritenendo inammissibile il suo ricorso. Sei anni fa in una delle sue ultime interviste Doina dichiarò: «Uscita dal carcere andrò a cercarmi un pò di silenzio,  tornerò a guardarmi nello specchio, andrò a pregare sulla tomba di Vanessa e farò una cosa sola, quello per cui sento che Dio mi ha portato su questa Terra: continuerò a fare la mamma dei miei bambini». Oggi Doina sta scontando la sua pena e vive una nuova vita. Tra pochi mesi potrebbe essere libera.
Ma c’è chi polemizza per quelle foto sorridenti esibite come se nulla fosse ritendendole un’offesa per la famiglia di Vanessa Russo a cui rimane solo il ricordo della loro figlia e un loculo a Prima Porta.