Renzi: rispetto le sentenze, ma non le veline che violano il segreto istruttorio

“E’ legittimo non essere d’accordo sui provvedimenti, ma è impossibile negare che i punti del programma sono stati affrontati con successo da governo e Parlamento. Mi riferisco alla riforma costituzionale e alla legge elettorale. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in Senato prima del voto sulle due mozioni di sfiducia al governo. Il premier ha poi parlato delle ultime inchieste: “Rispetto sentenze, non veline che violano il segreto istruttorio”.

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“Rispetto sentenze, non veline che violano segreto istruttorio” – Renzi ha poi parlato delle ultime inchieste. “Io sono per la giustizia, non sono per i giustizialisti; rispetto le sentenze dei giudici non le veline che violano il segreto istruttorio: quando diciamo che bisogna arrivare a sentenza non accusiamo la magistratura ma stiamo rispettando la Costituzione italiana su cui abbiamo giurato. Un avviso di garanzia – ha ricordato – è stato per 20 anni una sentenza definitiva, vite di persone per bene sono state distrutte. Ora basta: l’avviso di garanzia non è mai una condanna”.

“Giudici parlino con sentenze, fare presto” – “I giudici devono parlare con le sentenze e noi li incoraggiamo ma le sentenze devono arrivare presto perché noi vogliamo sapere chi è il responsabile, il colpevole, chi ruba”. Così il premier riferendosi all’inchiesta di Potenza.

“Caso Potenza non è chiuso, aspettiamo le sentenze” – “La vicenda di Potenza non è chiusa: ci auguriamo che i magistrati di Potenza siano messi in condizione velocemente di concludere le indagini”. “Ce lo auguriamo – ha aggiunto – prima che per gli indagati perché ci sono 400 persone in cassa integrazione, i dipendenti dell’Eni di Viggiano. I giudici devono parlare con le sentenze e noi li incoraggeremo, ma le sentenze devono arrivare presto perché vogliamo sapere chi è responsabile, chi è colpevole, chi ruba”.

Inchiesta petrolio, oggi i pm chiamano Guidi e Boschi

Eidon - 1181516 FEDERICA GUIDI CON IL COMPAGNO GIANLUCA GEMELLIPOTENZA E’ una settimana decisiva quella che si apre oggi per la procura di Potenza. Partono questa mattina gli interrogatori di garanzia agli indagati del primo filone di indagine, quello sul petrolio che ora ipotizza il disastro ambientale a carico dell’Eni. Sempre oggi, il procuratore Luigi Gay, l’aggiunto Francesco Basentini e la pm Laura Triassi concorderanno con le segreterie del ministro Maria Elena Boschi e dell’ex titolare dello Sviluppo economico Federica Guidi la data in cui ascoltarle.

Sebbene il premier Renzi abbia detto ieri, alla trasmissione In mezz’ora che l’emendamento al centro dell’inchiesta sia opera dei suoi uffici, non è chiaro se la procura di Potenza sia intenzionato ad ascoltarlo. Finora, l’audizione non era mai stata ipotizzata, si spiega negli ambienti giudiziari potentini, lasciando almeno ipoteticamente aperta la strada all’ipotesi che l’appuntamento possa essere preso in futuro.  Quella che si apre sarà anche una settimana di analisi e studio per il terzo filone di indagini, quello dedicato all’interessamento dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi a favore del compagno dell’ex ministro Guidi, Gianluca Gemelli, che avrebbe portato a facilitare il Programma navale di revisione dell’intera flotta. Nei giorni scorsi, gli uomini della squadra mobile di Potenza, guidati da Carlo Pagano, hanno acquisito atti non solo presso l’Autorità portuale di Augusta, ma anche presso la base militare presente nel porto. E proprio tra i vertici che gestiscono attualmente l’area ci sarebbero state le ultime iscrizioni al registro degli indagati.

Renzi: “Sì alle unioni civili, si voti sulla stepchild, no all’utero in affitto”

A poche ore dal voto al Senato sul ddl Cirinnà, Matteo Renzi si schiera apertamente contro l’utero in affitto: “La stragrande maggioranza degli italiani condanna con forza questa pratica, che rende una donna oggetto di mercimonio”. Nella eNews, il premier scrive: “Mi sembra ingiusto considerare la maternità o la paternità come un diritto da soddisfare pagando”. Sulle unioni civili, invece, ribadisce: “Diritti e doveri sono tali solo se sono per tutti”.

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“Unioni civili, italiani d’accordo” – “Sul tema è in corso una grande discussione, in Senato come nel Paese – prosegue il presidente del Consiglio -. Due punti chiave sono ampiamente condivisi: la stragrande maggioranza degli italiani, pare di capire anche in Parlamento, condanna pratiche come l’utero in affitto; la stragrande maggioranza degli italiani, pare di capire anche in Parlamento, vuole invece un istituto che legittimi le unioni civili anche per persone dello stesso sesso. È finita la stagione in cui nascondersi”.

Stepchild adoption, voti il Parlamento – Più complesso il ragionamento intorno alla stepchild adoption, ossia alla facoltà di adottare il figlio naturale del partner. “Su alcuni punti, che rimangono aperti, si confronterà il Parlamento – scrive ancora Renzi -. A partire dalla stepchild adoption: la ratio non è consentire il via libera alle adozioni ma garantire la continuità affettiva del minore. Non è il punto principale di questa legge, almeno non lo è per me. Allo stesso modo credo giusto che il Parlamento si pronunci anche su questo”. Sul punto si era registrata la netta contrarietà dell’Ncd di Angelino Alfano mentre M5S ha deciso di lasciare libertà di coscienza ai suoi parlamentari.

“Qualcosa sta cambiando” – “Ho giurato sulla Costituzione e alla Costituzione ho il dovere di rispondere – conclude il premier -. È giusto che su questi temi si voti, dopo anni in cui si è fatto melina. Perché la politica che mette la testa sotto la sabbia, come lo struzzo, che finge di non vedere la realtà, non è una politica seria. Abbiamo mantenuto l’impegno di arrivare qui, a decidere dopo che per anni si è parlato di questi temi solo per avere due voti in più in campagna elettorale. Anche questo è il segno che qualcosa, in Italia, sta cambiando”.